Racconto di Moreno Paterlini

Racconto contenuto nell’ebook In bagno e altri racconti, [isnc]edizioni, aprile 2007

«Io non voglio impegnarmi…», gli dico. Intanto guardo la mia immagine riflessa sull’acqua azzurra e piatta della piscina.

Il vento caldo che soffia da Sud ne increspa ogni tanto la superficie. Però non impedisce di cogliere la figura del mio corpo, ben proporzionato e abbronzato.

Con un gesto stanco mi passo la mano tra i capelli che, non so perché, oggi sembrano ancora più biondi. E nel farlo cerco di cogliere un segno di emozione sul volto di Marco, ma i suoi occhiali a specchio lo nascondono dal resto del mondo.

Lui è immobile, seduto su una poltrona a bordo della piscina. Mi domando se dorma o abbia sentito quello che gli ho appena finito di dire. Indossa il costume bianco ancora bagnato, che per questo è diventato trasparente. Di fianco alla poltrona, a terra c’è una bottiglia di birra: credo sia la terza in un’ora.
Ricordo la prima volta, quando vidi Marco alla spiaggia, e quanto lo trovavo eccitante: moro, abbronzato, sportivo e con quel costume bianco.

Dovremmo fare qualcosa», gli dico all’improvviso. «Non so… andare alla spiaggia, a mangiare una pizza o forse al cinema…».
Lui prende un sorso di Bud e mi sorride.
« Credevo stessimo insieme», dice lasciandosi spegnere il sorriso sulle labbra.
«Non lo so… sto bene con te, mi piaci molto,credimi…».
Sono confuso, guardo di nuovo l’acqua della piscina.

«Sei mai stato innamorato di me?»
Non lo guardo.
«Ma cosa significa questo?», gli chiedo alzando la voce.
«Sei mai stato innamorato di me?», insiste. «In fondo ci siamo perdonati un sacco di cose…»
La superficie piatta della piscina si increspa di nuovo. Dico niente.
«Questo dovrebbe significare qualcosa», mi dice.

Mi accorgo che ha finito la Bud. Ho paura che me ne chieda un’altra o forse che vada via.
«Sei molto bello…», dice alzandosi.
Mi metto quasi a urlare. Gli guardo quel corpo perfetto, quel viso dolce e duro allo stesso tempo.
«No, tu sei molto bello!». Intanto alzo lo sguardo al cielo e ho come un senso di fastidio.
«Ma questo non basta», dice lui.
«No, probabilmente no!», rispondo io.

Quando finalmente riesco a voltarmi verso di lui, vedo che si è già infilato i jeans tagliati sopra al ginocchio e le adidas che gli ho regalato per il suo compleanno.
«Potremmo andare alla spiaggia…», dico senza pensarci troppo.
«Si, forse potremmo…».
E se ne va.

Proprietà letteraria riservata © 2007 [isnc]edizioni

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